Il formicaio di gennaio

Il Formicaio – raccolta di gennaio

Cari amici,

con la raccolta del mese di gennaio 2019 abbiamo raggiunto l’importo di 690 euro.

Alcune delle situazioni che abbiamo sostenuto il mese scorso non richiedono più il nostro intervento  o si sono felicemente risolte:come quella della piccola Khadiga di 7 anni che è stata operata alla bocca con successo, ha terminato il ciclo di medicazioni presso il San Filippo Neri ed è rientrata con il suo papà in Sudan per far ammirare a tutti  il suo bel faccino rimesso a nuovo grazie all’efficace intervento di “Operation Smile” con la quale abbiamo collaborato volentieri offrendo ospitalità presso le nostre case.

Ma un’altra situazione terribile ci interpella con grande urgenza e ad essa abbiamo deciso di offrire quasi tutto ciò che abbiamo raccolto: si tratta di un giovane adulto cieco di 35 anni, in Italia con un permesso per “motivi umanitari” che il “decreto sicurezza (D.L. 4/10/2018, n. 113) di recente promulgato e che sta creando tante gravi difficoltà, di punto in bianco cancella mettendolo in mezzo a una strada e privandolo delle necessarie terapie.

Devo assolutamente raccontarvi la sua storia: è nato a Qairouan, in Tunisia e da giovanissimo, per cercare qualcosa che assomigliasse a una vita dignitosa, ha attraversato il Mediterraneo in gommone. Dopo varie peripezie è riuscito ad arrivare a Parigi. Lì ha cominciato a lavorare sodo come muratore e, grazie al grande impegno, è riuscito a raggiungere il ruolo di capocantiere.

Aveva una bella vita, un appartamentino in affitto, degli amici e una bella ragazza, una brasiliana anche lei fortunosamente immigrata. Nell’autunno del 2016 questa ragazza riesce a raggranellare una cifra che le permetterà di tornare in Brasile per qualche settimana a salutare la sua famiglia che non vede da molto tempo. Lei parte e il nostro decide di spendere qualche giorno di vacanza a Roma. la Città Eterna dai grandi tesori artistici. In una sera di ottobre passeggia nei paraggi della Stazione Termini. Entra in un Bingo e per comprare qualche schedina estrae il suo portafoglio e prende qualche banconota. Qualcuno vede che quel portafoglio è abbastanza ricco perché valga la pena di rubarlo. Dopo un’oretta passata a giocare esce da quel locale e si dirige verso il suo albergo, a pochi passi da lì.

I due delinquenti che lo hanno adocchiato come facile preda lo aggrediscono appena svoltato l’angolo, lo riempiono di botte e gli rubano il portafoglio. Hanno paura di essere riconosciuti e allora lo accecano per impedirlo. Gli fanno scoppiare i suoi bulbi oculari premendo con i pollici mentre uno dei due lo tiene fermo.

Ironia della sorte, questa crudelissima azione non serve per nulla allo scopo perché le urla del ragazzo arrivano a una pattuglia della polizia di passaggio che interviene immediatamente, arrestando i delinquenti e chiamando un’autoambulanza per soccorrerlo.

Il fattaccio peraltro va anche a finire sui giornali e i due criminali vengono condannati non solo al carcere ma anche a risarcire la loro vittima. Quest’ultima parte della sentenza verrà purtroppo disattesa perché nullatenenti.

Per un anno il ragazzo è rimasto in ospedale per tentare un recupero della vista tramite vari interventi purtroppo del tutto falliti.

A quel punto non è rimasto che prendere atto dell’impossibilità di un recupero anche parziale della vista e accoglierlo presso una struttura riabilitativa per Ciechi.

Ha sofferto di vari episodi depressivi, anche perché non può tornare al suo paese vista l’assoluta mancanza di qualunque struttura riabilitativa in quella regione. La sua famiglia di origine, povera e distante, non è in grado di sostenerlo in alcun modo, gli amici e la ragazza, come purtroppo succede quasi sempre in questi casi, non si fanno più vivi.

Piano piano procede comunque nel suo percorso riabilitativo e sta acquisendo capacità di muoversi in autonomia oltre che di gestire le sue esigenze quotidiane.

Il ragazzo è stato riconosciuto CIECO TOTALE dalla commissione ciechi civili di Roma; inoltre gli è stato riconosciuto lo stato di Handicap grave con L. 104 art. 3 comma 3.

Per tale stato gli è stata accordata la pensione di invalidità. Con le nuove regole che sono state recentemente decise dal governo gli è stata però purtroppo sospesa, assieme al diritto di essere curato, finché non avrà quella che si chiama “residenza elettiva”. Si tratta di un escamotage della questura di Roma che permetterebbe di riattivare il suo permesso di soggiorno e quindi tornare a percepire la sua pensione, con tutti gli arretrati, e il diritto di essere curato.

Una postilla della legge obbliga però il richiedente ad avere una minima base economica. Purtroppo il suo saldo in banca è di 7 euro, essendosi esaurito quel conto in questi mesi in cui non ha più percepito la pensione.

La cifra che invece dovrebbe risultare è di 6.000 euro, l’equivalente di un anno di pensione sociale.

Se non riuscirà a trovare questa cifra entro l’8 febbraio sarà addirittura dimesso dal centro per ciechi, non avendo più diritto nemmeno all’assistenza. E senza la pensione e senza la riabilitazione non avrà molte possibilità di sopravvivere.

Abbiamo pertanto deciso di effettuare immediatamente un bonifico di 500 euro sul suo conto corrente a nome del Formicaio, sperando che anche insieme ad altre persone sensibili che si stanno attivando, riusciremo a “metterlo in salvo”.

Infine non possiamo neppure abbandonare il nucleo famigliare di G. con i suoi tre figli e lo loro numerose difficoltà ai quali destiniamo i residui 190 euro.

Torneremo poi ad occuparci delle nostre “cuoche allo sbaraglio” con la raccolta di questo mese di febbraio.

Grazie sempre per la vostra fedele collaborazione, un caro saluto e un abbraccio.

Adolfo

Maggiori informazioni sulla genesi del formicaio e indicazioni su come contribuire a questo link – clicca qui.