Vedremo dove ci porterà questa strada

La Comunità dei giovani. Cinque ragazzi dentro una grande famiglia piena di attenzioni e di storie

“Cosa vuol dire vivere in comunità? In molti ultimamente ci pongono questa domanda, eppure non riusciamo ancora a trovare una risposta valida per le orecchie di chi ci chiede, forse perché non lo sappiamo neanche noi… Non abbiamo ancora scelto il nostro nome!

 

Il primo mese di questa avventura è stato sicuramente intenso, ci siamo conosciuti meglio, abbiamo scherzato, studiato, cantato, mangiato insieme, abbiamo trovato i primi equilibri che ci permettono di intrecciare i tanti impegni che riempiono le nostre vite. Ci siamo divisi i piccoli servizi settimanali all’interno della casa e ognuno ha scelto un giorno per cucinare per tutti la sera. Anche quando le nostre giornate ci obbligano a salutarci a colazione per non rivederci più per tutto l’arco della giornata, ritrovarsi per il momento del pasto serale è importante perché ci ricorda di vivere insieme.

 

Stiamo sicuramente sperimentando una forma apparentemente semplice di condivisione: quella dello spazio. Fisico, sonoro, intimo. Per ricevere bisogna prima lasciare qualcosa, ma per non perdersi bisogna anche preservarsi e cercare di trovare un equilibrio fra le necessità personali e quelle degli altri.  Inoltre, le modalità in cui avvengono queste dinamiche sono peculiari: un piccolo nucleo all’interno di un grande sistema comunitario. Essere autonomi ma contestualmente dentro una grande famiglia, piena di attenzioni ma soprattutto piena di storie, significa essere toccati o anche solo sfiorati da altre battaglie, che ti obbligano a ridimensionarti.

 

In questo primo periodo abbiamo anche iniziato i servizi nelle diverse case che ancor più ci tengono focalizzati sulle sfide degli altri. Permettono di ricordarci che giovani e pieni di energie possiamo utilizzare le nostre forze per chi ha bisogno di aiuto, di assistenza, o semplicemente di passare un pomeriggio giocando insieme. Intrattenersi anche solo un paio d’ore con bambini e ragazzi, che come data anagrafica son più piccoli, ma che a livello di vita vissuta e di esperienze hanno tanto da insegnare, ci fa emozionare in una maniera sempre nuova e significativa. Le parole, i gesti, gli sguardi spesso valgono più di mille parole e riescono a far distogliere per un po’ la mente dalla frenesia della vita di tutti i giorni.

 

Siamo 5 ragazzi, molto diversi tra loro ma pensiamo di completarci… Eccoci qua:

 

Stéphanie: Ha 23 anni, è nata in Belgio e a 5 anni si è spostata a Roma. Grazie al percorso lungo 13 anni nell’associazione scout Agesci e l’esperienza di vivere presso ‘Il Casale’, ha scoperto la passione dell’aiuto verso il prossimo; per questa ragione studia Scienze dell’Educazione e si è lanciata nell’esperienza di vivere in comunità e di prestare servizio presso la cooperativa L’Accoglienza.

 

Margherita: Tra qualche giorno compie 23 anni. Terza di quattro fratelli e cresciuta negli scout. Adesso studentessa di architettura, particolarmente curiosa verso forme condivise di spazio.

 

Makan: Viene dal Mali, ha 23 anni e lavora in diverse case famiglia. Ha conosciuto Casa Betania attraverso un’amica. È entusiasta per questa nuova iniziativa poiché ama vivere con altri ragazzi e condividere la giornata con loro.

 

Flaminia: Ha 22 anni ed è una laureanda in Terapia Occupazionale. Fa il capo scout, e proprio grazie a questa attività ha scoperto la comunità di Casa Betania. Lo studio, le esperienze di volontariato e l’essere capo, le hanno fatto scoprire la gioia di mettere la propria vita a servizio degli altri. È arrivata qui tramite una ragazza del Servizio Civile che le ha presentato il progetto, da quel momento ha pensato che fosse stato fatto apposta per lei e ha deciso di partecipare.

 

Sergio: Ha 26 anni, lavora nel mondo della musica per film, è tornato a Roma dopo diversi giri di studio e lavoro tra Bologna e la Francia. Ex scout, ama andare in montagna ed è fidanzato con Margherita ormai da parecchio tempo.

 

Questi siamo noi! Sappiamo di avere ancora tanta strada da fare, ma ci stiamo accorgendo che col passare dei giorni l’esperienza si arricchisce sempre di più, e un passo alla volta vedremo dove ci porta questa strada.