Sorpresi da un sonoro bacetto

Il sorprendente saluto del piccolo accolto da mamma Serena e papà Stefano

Era un giorno di metà luglio, quando Sabrina ha convocato con urgenza una riunione di equipe per darci una comunicazione importante: il tribunale di Catanzaro aveva trovato una famiglia per il nostro L.! Ci siamo guardati tra noi presi da sentimenti contrastanti: stupore, gioia, preoccupazione. Neanche il tempo di rifletterci che gli incontri di conoscenza e avvicinamento con questa famiglia sono ben presto iniziati.

Come non essere contenti per L.! Ora aveva un papà e una mamma tutti per lui che lo aspettavano a braccia aperte. Era evidente per tutti noi che il tempo di L., a Casa Chala, era stato di importanza vitale per la crescita in una fase delicata della sua vita fino a quel momento, ma era anche un tempo di passaggio, in cui L. è stato amato e accudito come in una famiglia, che però non era una “famiglia”; gli operatori, gli “zii”, fatto il proprio turno, tornavano alle loro case e lui, per quanto ormai abituato, un distacco lo sentiva. Nonostante la fatica e il dolore che un allontanamento come quello da L. ci avrebbe provocato, abbiamo accolto i suoi genitori con grande apertura, speranzosi di trovarci di fronte a persone che avrebbero amato incondizionatamente L. per quello che è. Dopo i primi giorni di incontri, abbiamo notato un cambiamento in L. che ricercava quell’attenzione e quella coccola diversa che aveva trovato in quella che poi avrebbe chiamato di continuo “mamma”, senza perderla mai di vista! A quel punto, abbiamo maturato insieme la consapevolezza che era giunto il momento giusto per lasciarlo andare anche se non vivere più con lui quotidianamente, non vederlo crescere e diventare grande così da vicino ancora oggi ci fa commuovere.

L’ultimo giorno di L. a Casa Chala è stata una domenica di agosto.

La giornata è iniziata con una mega colazione, L. era seduto con noi, tranquillo, probabilmente non cosciente di quanto sarebbe stata importante quella giornata per lui. Mangiucchiava un pezzetto di cornetto e si lasciava prendere in braccio da noi, desiderosi di tenerlo ancora una volta anche per scattarci un’altra foto insieme. Sapevamo che sarebbe stata una giornata lunga, ma non avevamo fretta, era importante stare insieme. Ovviamente il tutto era immortalato da foto che venivano condivise perché in un momento così importante era fondamentale che in qualche modo, tutto il gruppo fosse presente. Poi c’è stato il bagnetto, il vestitino scelto per l’occasione e sono arrivati i genitori di L. Avevano portato anche loro dei pasticcini …  e via di nuovo a fare il caffè e a mangiare dolci….

È venuta fuori una specie di festicciola, il clima era sereno, L. girava tranquillo per il salone e di braccia in braccia e di cuore in cuore. Pian piano si stava avvicinando il momento del saluto e un po’ di indugio si iniziava a percepire. Ad un certo punto L. ha fatto una cosa incredibile: si è fatto prendere in braccio da ognuno degli operatori presenti, giusto il tempo per dare il suo tipico bacetto sonoro. Dato a tutti è andato poi, in braccio a mamma Serena e ha iniziato ad indicare la porta. L. forse, aveva capito tutto ed era pronto, era pronto per andare con la sua nuova famiglia e ha rotto così i nostri indugi. La sua risoluzione e serenità hanno dato forza e tranquillità a tutti noi. E così sono andati via.

Però, che lavoro bello il nostro, non tutte le professioni danno la possibilità di entrare così in profondità nella pienezza e bellezza della vita umana. Questa bellezza abbiamo avuto il privilegio di vederla in L. che ci ha dato così tanto. Saperlo felice con mamma Serena e papà Stefano ci rallegra e ci dà la forza per aprirci nuovamente all’accoglienza.

Ciao L., sei un bimbo speciale!

Massimiliano Crivellari e Roberta Tinozzi