Siete venuti a rompere la quiete?

13 GIUGNO 1993: inizia la vita di Casa Betania.
Siamo i primi ad entrare. Lasciamo via della Pineta Sachetti ed entriamo in questa nuova casa. Portiamo con noi ciò che è possibile portare. Il salto è fatto. Ester, Cristina, Emanuele, Carlo, Marta, Matilde Silvia e Giuseppe.
Ognuno comincia a prendere i suoi spazi anche se molto ridotti.
Guardiamo avanti.
Si fa la lista delle cose che mancano e piano piano arriva tutto. La generosità è grande e, sorpresa delle sorprese, tante persone che bussano per chiedere se possano aiutare: nascono così i primi volontari. Un dono grande.
La prima mattina, al risveglio, sul davanzale della finestra troviamo un gatto nero che ci osserva con occhi molto curiosi: chi siete?
Siete venuti a rompere la quiete, il silenzio, i miei nascondigli preferiti… È uno sguardo indagatore, sta lì per un po’, poi un po’ perplesso se ne va.

Il silenzio della casa durerà molto poco.
Presto si riempirà delle voci dei nostri figli, dei bimbi delle mamme accolte.
C’è ancora l’erba nel giardino, gli aghi dei pini formano un tappeto che ci vorrà molto tempo prima di scoprire che sotto sotto c’è l’asfalto.
Il giorno dell’inaugurazione tanta gente per far festa e poi quelle parole serie ma profonde di don Luigi Di Liegro che ancora oggi risuonano nella nostra mente: “Provocatoriamente mi auguro che esperienze come quella di Casa Betania vengano a cessare non perché inutili, si badi bene, ma perché si è sviluppata una cultura dell’accoglienza che
muovendosi nella fase della prevenzione, può evitare crisi, rotture, incomprensioni e quindi interventi d’emergenza”.

Silvia e Giuseppe Dolfini

Questo articolo è stato pubblicato sul numero speciale “25 anni di Casa Betania” della rivista Di Tutti i Colori. Puoi scaricare e leggere l’interno numero cliccando qui