Piccola storia di Natale

Questa piccola storia di Natale comincia in un giorno di maggio,
caldo e assolato.
Una bimba nasce, di premura e piccolissima, in un ospedale di Roma.
E la fretta, si sa, fa pasticci.
Nulla è pronto per la vita fuori.
Il cuoricino, i polmoni, la vista, le connessioni cerebrali tutto si affatica
nel tentativo di stare al passo.
Dove la piccina non può, altri soccorre.
Tubicini di ogni colore entrano ed escono in quel corpicino, ricamo di speranza.
La sua mamma, la pelle di cioccolata e gli occhi di neve, siede lì accanto fissa
e attonita.
Le mani sul grembo. Un dolore straziante la attraversa, la linea della schiena, le spalle, le mani. Il cuore.
Non c’è cura. Non c’è rimedio. Ed il tempo passa.
Ma quella bimba e quella mamma non passano inosservate.
E in ospedale, medici e infermieri, fanno il proprio e qualcosa di più.
Una infermiera appende un giro di apette gialle e morbide sulla culla.
Un’altra pettina i riccioli neri fitti fitti e ne viene una nuvola morbidissima.
Un’altra ancora porta un vestitino di cotone e fiori per festeggiare
un complimese.
La mamma guarda le apette, la nuvola, il vestitino. La sua bimba.
E resta lì, seduta.
Viene chiamata una donna che parla la sua lingua. Le spiega, le racconta,
le domanda.
E poi un’assistente sociale, che magari un aiuto lo può dare.
C’è chi dice che un lavoro a questa mamma potrebbe far bene.
C’è chi dice che una casa a questa mamma potrebbe far bene.
La storia di questa bimba e di questa mamma arriva sino ai piani alti.
Ed anche lì c’è un direttore che fa il proprio e qualcosa di più.
Trova un lavoro.
E trova una casa. È la Casa di Marta e Maria.
La mamma inizia a lavorare. E poi a vivere nella nuova casa.
E dopo un po’ anche la piccina esce dall’ospedale e la raggiunge.
Trascorrono i giorni e le stagioni.
Poi un giorno arriva anche lui. Il papà. Si colmano le distanze, si riavvicinano
i volti, le storie, i progetti.
La casa di Marta e Maria culla, riscalda, incoraggia. Scommette, investe, crede.
La piccola cresce. Si rinforza. Guarda negli occhi, sorride nel profondo,
fa ciao ciao con la manina e le smorfie con il naso.
E sua mamma con lei. Cresce. Si rinforza. Guarda negli occhi, sorride
nel profondo.
Questa piccola storia di Natale finisce in un giorno di dicembre, freddo
e piovoso.
Intorno alla tavola stanno le educatrici, le altre mamme, i bimbi tutti.
Ad una capo la mamma e la sua piccina. Un dolce profumato al centro.
Si festeggia una casa nuova in cui la piccola famiglia potrà andare a vivere.
La piccina, sua mamma, suo papà.
Si saluta la Casa di Marta e Maria che è stata nido e grembo.
‘Discorso, discorso!’ il coro è unanime, i bicchieri sollevati.
‘..Allora vi canto una canzone…’
La voce dolcissima e flebile intona un canto, di lode e di ringraziamento.
Nel buio della notte si accende una luce.
Ed è già Natale.