E’ nata la prima CSA di Roma

Alle porte di Roma è nata la CSA-Semi di comunità, un nuovo modello di impresa agricola.

Si tratta di una Comunità che Supporta l’ Agricoltura in quanto i soci, legati da un reciproco impegno di collaborazione, partecipano delle responsabilità e delle scelte della cooperativa, prefinanziano le coltivazioni e condividono benefici e rischi della produzione.

La CSA supera il modello tradizionale di produzione e di scambio tra produttore e consumatore, imperniato sul concetto di prezzo. Infatti i soci, condividono le finalità del progetto e si impegnano a sostenerlo, sia in termini economici, che attraverso un coinvolgimento attivo con qualche giornata di lavoro sul campo.

Il modello Comunità di Supporto all’Agricoltura (CSA) è attivo in varie zone del mondo e dell’Europa, e si sta sviluppando da alcuni anni anche in Italia, soprattutto al nord.
La CSA Semi di Comunità, la prima di Roma, nasce da un’esperienza iniziale di orto condiviso e si è evoluta fino a creare un’azienda agricola collettiva di 5 ettari, poco fuori il Raccordo Anulare a Roma nord nel parco di Veio.

La CSA prevede 5 tipologie di figure:
• Soci lavoratori
Lavorano a tempo pieno o part time sui campi, con una retribuzione mensile, proponendo scelte tecniche al resto dei soci.
• Soci fruitori
Ricevono una quota-parte dei prodotti contribuendo con denaro attraverso la logica del prefinanziamento e offrendo da 2 a 4 giornate l’anno di lavoro sui campi.
• Soci sovventori
Credono nel progetto e donano del denaro o uno strumento di lavoro alla CSA.
• Soci prestatori
Prestano del denaro alla CSA per un periodo di tempo senza interessi.
• Soci semplici
Si associano, perché credono nel progetto e vogliono sostenerlo, pur non fruendo dei prodotti agricoli. Possono partecipare delle attività formative, ricreative e sociali proposte dalla CSA.

L’elemento fondante del progetto è la voglia di condividere saperi ed esperienze di contatto con la terra, per ristabilire il legame con la terra, fonte di benessere, purtroppo poco praticato da chi vive in città.
I soci prendono decisioni collettive con il metodo del consenso, riguardo la scelta degli ortaggi da produrre, le modalità di produzione e gli investimenti necessari; si parte da un piano delle colture possibili, che tiene conto del terreno a disposizione, del numero di soci e della forza lavoro.

Un meccanismo che contraddistingue la CSA è l’asta delle quote. I soci fruitori si dividono i costi della produzione e della gestione, offrendo il pagamento di una quota media consigliata per coprire le spese. Se tutti i soci offrono una cifra corrispondente alla quota media consigliata, il budget è coperto. Ma si può offrire di più per consentire ad altri di offrire di meno: uno strumento di solidarietà semplice ed efficace. L’asta si chiude quando il budget è coperto dalle offerte dei soci.
La quota media consigliata è la cifra che risulta dalla divisione delle spese del budget per il numero di soci che prefinanziano la produzione agricola. Naturalmente più numerosi sono i soci, meglio si possono redistribuire i costi.

La convinzione da cui ci muoviamo è che l’agricoltura urbana e periurbana abbia un valore sociale particolare, perché aggrega persone, crea luoghi di formazione e d’integrazione, diffonde una cultura ambientale, rispettosa della natura e dei suoi ritmi, riaffermando il valore del cibo buono e autoprodotto.

CHI VUOLE
• scoprire come funziona una CSA e quali sono i progetti di Semi di Comunità
• mangiare sano e sapere come si coltiva il cibo che mangia
• mettere a disposizione un po’ del suo tempo e delle sue competenze
• dare valore al lavoro della terra e coltivare relazioni
• mettere in comune i suoi talenti
può venire sabato 23 febbraio sui campi della CSA, a Via del Prato della Corte 1602, uscita Prima Porta-Giustiniana della Cassia Bis (Veientana) dal Grande Raccordo Anulare di Roma.

Vi invitiamo a visitare il sito www.semidicomunita.it , dove potrete leggere lo statuto e il regolamento, e a seguirci sulla pagina facebook – clicca qui.
Chi vuole associarsi può compilare il modulo presente sul sito e partecipare all’asta delle quote, in cui i soci fruitori potranno prenotare la loro quota-parte di ortaggi, il giorno 10 marzo 2019 dalle ore 10:00 a via del Prato della Corte 1602.

Per i contatti – clicca qui