Un avvento … con Silvia e Giuseppe nel cuore

“Vi auguro di vivere l’Avvento così,
come tempo di novità consolante e di attesa gioiosa.

Perché la vita è piena di paure.
Paura del proprio simile. Paura del vicino di casa. Paura dell’altro.
Paura della violenza. Paura di non farcela. Paura di non essere accettati. Paura che sia inutile impegnarsi. Paura che, tanto, il mondo non possiamo cambiarlo. Paura di non trovare lavoro.

A questo scenario cupo, Don Tonino Bello rispondeva con il ‘”angelo dell’anti-paura”.
Perché mentre chi ha paura sta a terra, abbattuto, il Signore con la sua Parola lo risolleva.
Lo fa attraverso i due verbi dell’antipaura, i due verbi dell’Avvento: Alzatevi e levate il capo” (cfr. Lc 21, 28).

Papa Francesco
Udienza ai Pellegrini della Diocesi di Ugento-Sata Maria di Leuca, e di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi
1 dicembre 2018.

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Quando l’Angelo le annunciò la Vita nel grembo, cadde in terra la fanciulla, incredula e tremante.
Aveva la giovinezza degli anni, l’amore di Giuseppe e si fidò di Dio.
Si alzò e levò il capo Maria, già donna, già madre.

Nel sonno tormentato della rivelazione gli parve di precipitare.
Aveva mani esperte di falegname, l’amore di Maria e si fidò di Dio.
Si alzò e levò il capo Giuseppe, preparò cuore e casa, e si fece padre.

Stranieri d’oriente, re e sapienti, appagati di beni, ma col cuore inquieto.
Avevano oro, argento e mirra. Una stella a fare da guida e si fidarono di Dio.
Si alzarono e levarono il capo i magi ed andarono a rendere omaggio ad un bambino avvolto in fasce che giaceva nella mangiatoia.

Non fu il belare del gregge, né l’ululato del lupo, non lo sferzare del vento, né il cadere della pioggia
ad interrompere la veglia.
Avevano latte caldo e manti di lana e si fidarono di Dio.
Si alzarono e levarono il capo i pastori, quel loro moto li rese primi testimoni di un Dio che si è fatto carne.

Maria e Giuseppe
i magi ed i pastori
alzatisi e levato il capo
ebbero il dono dell’Incontro e provarono grandissima gioia.

Hanno il loro amore, i capelli bianchi ed il cuore giovane.
Si fidano di Dio.
Oggi si alzano e levano il capo, Silvia e Giuseppe.
Fanno un piccolo bagaglio di cose ed uno grande di volti, di storie, di affetti.
Lasciano Casa Betania. La lasciano andare, crescere, fiorire.
Ne avevano piantato il seme, annaffiato la terra.
A lungo hanno zappettato, concimato, tolto sterpaglie, sostenuto giovani piantine su canne di bambù.
La schiena curva, il sudore sulla fronte, cotti dal sole e bagnati dalla pioggia.
A volte hanno pianto, a volte hanno riso.
Mai soli.
Sempre tenendosi per mano. Sempre tenuti per mano.
Vanno al Divino Amore. A stare, a pregare, a proseguire la strada.

A loro, con il cuore colmo di commozione e di gratitudine, auguriamo il dono di un Incontro che si rinnova e grandissima gioia.

Rialzati in piedi, leviamo lo sguardo al cielo.
Avvertiremo anche il bisogno di aprire le mani al prossimo.
E la consolazione che sapremo donare sanerà le nostre paure.

Buon tempo di Avvento. Buon Natale!

Matilde, Marco, Sabrina, Federica, Antonio