Buona Pasqua 2021

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala. Gesù allora vedendo la madre e lì accanto il discepolo che egli amava, disse alla madre ‘Donna, ecco tuo figlio!’.  Poi disse al discepolo ‘Ecco la tua madre!’. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. Giovanni, 19, 25-28

Stavano presso la croce.
Sua madre, le donne, il discepolo che egli amava. Stavano.
Ritte in piedi, o abbracciate al legno della croce. Accoccolate sulla nuda terra, le gambe molli.
Il viso rigato dalle lacrime ed un dolore a sconquassare il petto.
In silenzio. O magari con un canto, un sussurro a fior di labbra, dolcissimo, struggente.
Le mani ad accarezzare quel corpo martoriato, i piedi, le caviglie, ad infondere tepore, tenerezza, coraggio.
Ed una nenia di parole bisbigliate ‘figlio amato…’ ‘amico mio’.
Avranno avuto freddo, paura, smarrimento. Avranno provato rabbia, senso di impotenza, incredulità.
Ma, presso la croce stavano.
Ed è ciò che viene chiesto anche a noi, ogni giorno di questo tempo, di questa pandemia, di questa notte, di questa quaresima, nella comunità di Casa Betania, nelle nostre vite: stare.
Accanto a Fernando che la malattia sta consumando e che perde la speranza e il gusto della fraternità.
Accanto a Lewa, fuggita da un lontano paese con il suo bambino di 7 anni per salvarsi la vita e che ora è prossima al parto. Non parla la nostra lingua, non sa ancora se può fidarsi.
Accanto a Giacomino che aveva appena trovato un papà e lo ha già perso.
Accanto a  Said che vive, cresce e si fa uomo con la sua famiglia lontana.
Accanto ad Elena che non può darsi pace per la morte di sua figlia.
Accanto a Stefano, che ha appena due anni e non è ancora uscito dall’ospedale.
Accanto alle famiglie di Sergio, Chiara, Carlo, Elsa, Caterina che il covid ha portato via.
Accanto a Vera che vive una grande solitudine in una bella casa piena di foto e ricordi.
Stare presso la croce.
In piedi, prostrati. In silenzio, sussurrando parole o un canto.
Accarezzando, scaldando, piangendo insieme, incoraggiando.
E dove l’uomo non basta, ecco Dio viene in aiuto.
Dove potrebbe sopraffarci la disperazione, ecco la consolazione.

Donna, ecco tuo figlio.
Nel momento del dolore Gesù pone accanto a Giovanni sua madre.
La maternità di Maria è dono abbondante ai piedi della croce. Tenerezza e coraggio, un amore smisurato.
Il suo grembo accoglie, il seno nutre, l’abbraccio custodisce, la voce accarezza, lo sguardo riscalda, le mani sostengono.
Ed eccoci di nuovo e ancora figli.
Ma non basta. Nel dono di una maternità aggiunta c’è la promessa di reciprocità.

Giovanni, ecco tua madre.
Un legame di tenerezza, di familiarità; unico il tetto, condivisa la tavola, c’è profumo di casa.
Ecco allora nella pandemia, nella notte, in questo tempo di quaresima ci viene chiesto di stare ai piedi della croce.
Stretti nell’abbraccio di Maria e nella dolcezza della fraternità.
Ed ecco è la Vita, la Luce, la Resurrezione.
Gli occhi si colmano di stupore, le gambe corrono liete a dare l’annuncio, le lacrime sono asciugate.
il Cristo è Risorto! Facciamo festa!

Gli amici di Casa Betania e della Cooperativa L’Accoglienza onlus