La metodologia di accoglienza adottata

La metodologia seguita dalla cooperativa l’accoglienza onlus , validata dal Dott. Paolo Mariotti, Specialista in Neurologia ed in Neuropsichiatria Infantile, Dirigente Medico presso l’U.O. di Neuropsichiatria Infantile Policlinico Universitario “A.Gemelli” di Roma riconosce la centralità del clima familiare per lo sviluppo e la riabilitazione dei bambini con disabilità, e come ambiente riparativo dei traumi da abbandono, talvolta assai gravi, che hanno subito. Per i bambini l’accoglienza nella struttura residenziale (casa famiglia) risulta essere “di per se stessa” esperienza riabilitativa per il forte risvolto positivo che l’ambiente familiare tipico della casa famiglia è in grado di esercitare sul processo educativo/psicologico del bambino.

Il modello proposto si basa sul presupposto fondamentale di fruizione da parte dei bambini di una gamma di servizi (fisioterapia, scuola, ambulatori sanitari, etc.) integrati sul territorio in modo tale il bambino ed il ragazzo non venga “ghettizzato” in strutture mono-offerta. Ciò consente al bambino/ragazzo disabile di vivere una vita che sia la più simile possibile a quella dei suoi compagni di scuola normodotati.
Chi sono i bambini ospiti nelle 3 case famiglia gestite dalla Cooperativa l’Accoglienza onlus?
Bambini disabili gravi, ma situazioni possibili da gestire in un contesto familiare:
– Senza la necessita’ di una assistenza sanitaria continua
– Le cui tecniche sanitarie (peg, pep-mask, aspiratore…)possono essere apprese anche da personale non sanitario.
– Ciò che è necessario è garantire un adeguato rapporto fra operatori e bambini come accadrebbe all’interno di una famiglia.

Ciascuna delle 3 case famiglia si caratterizza per:
• accoglienza dei bambini, senza limiti di tempo;
• la professionalità degli operatori presenti;
• il metodo (fatto di familiarità e professionalità, di disponibilità e preparazione);
• la sobrietà nello stile di vita.

La filosofia che anima ciascun operatore è quella per cui la vita familiare è la condizione insostituibile nella formazione della personalità e della socialità. L’affettività, l’intimità, le cure personalissime consentono ad ogni bambino di sentirsi amabile ed amato, attribuisce senso e significato alla vita, costituisce linfa e nutrimento nei processi di crescita.
Questo modello di accoglienza è – in questo senso – terapeutico, perché permette ai bambini di continuare a crescere a dispetto delle previsioni mediche. Per molti di loro in sede di dimissioni dall’ospedale sono state comunicate aspettative di vita molto basse.

Elementi che rendono casa (familiare) le case famiglia della cooperativa l’accoglienza onlus:
• l’ambiente familiare
• le cure speciali
• la creazione di legami affettivi
• la stabilità e la continuità delle figure di riferimento
• sentirsi amato e amabile
• avere accanto qualcuno che ti protegge e che ha cura di te
• l’appartamento in condominio, come una qualsiasi casa.

Maggiori informazioni sul nostro modello a questo link

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