Quando è nata
Casa sull’Albero si inserisce nell’esperienza felice delle altre due case famiglia, sorte rispettivamente nel 2002 e nel 2006, per dare risposta alle esigenze di familiarità di bambini e ragazzi problematiche di carattere fisico e psichico, in stato di abbandono o appartenenti a nuclei familiari fragili, ospiti da diverso tempo in Casa Betania.
Casa Betania era stata felicemente luogo di prima accoglienza, in cui i bambini erano stati accolti, conosciuti, amati. Ma Casa Betania è un luogo di passaggio. Diveniva necessario per questi bambini un luogo di accoglienza diverso, che fosse casa, famiglia, intimo, speciale, stabile. Così è nata la Casa sull’Albero nel 2012.
A chi si rivolge
Casa sull’Albero può accogliere un massimo di cinque bambini e ragazzi con problematiche sanitarie e di disabilità fisica e/o psichica che temporaneamente o in modo definitivo non possono vivere nel proprio nucleo familiare di origine. Un équipe di educatori ed un gruppo di volontari seguono e accompagnano gli accolti.
Finalità
Casa sull’Albero, nel riconoscere che la vita familiare è condizione insostituibile per la crescita del bambino, intende essere luogo di accoglienza familiare con carattere di stabilità:
- luogo di accoglienza del bambino; della sua storia, del dolore e della fatica per le esperienze vissute, per le separazioni avvenute, delle attese, dei desideri, dei bisogni. Luogo in cui riacquisire serenità, sentirsi protetto, ricominciare a riporre fiducia, iniziare un percorso di autonomia;
- familiare; luogo di affetti, in cui costruire relazioni positive, vivere la fiducia e l’affidamento, la condivisione e la partecipazione;
- con carattere di stabilità; la permanenza del bambino nella casa è senza limiti temporanei. In assenza di un nucleo familiare naturale o acquisito il progetto di accoglienza è finalizzato ad offrire al bambino una casa in cui crescere ed un contesto affettivo e relazionale di cui sentirsi parte.
Poter vivere “da grandi”
La casa si configura dunque come luogo di vita familiare con carattere di stabilità, tuttavia negli ultimi anni i servizi sociali hanno ritenuto opportuno individuare nuove realtà in cui inserire i ragazzi diventati neo maggiorenni, pertanto, insieme a loro, la casa famiglia cerca una casa famiglia per persone adulte con disabilità, una nuova casa dove poter vivere da “grandi”.
Una normativa ci consente di continuare l’accoglienza dei neo maggiorenni fino a quando non si trova una nuova casa che sia rispondente alle caratteristiche e ai bisogni di quel ragazzo o quella ragazza specifica.
Se vuoi offrirti come volontario/a a Casa sull’Albero, consulta la pagina dedicata al volontariato cliccando qui.
Le nostre case famiglia sono disciplinate dalla Legge regionale del Lazio N. 41 del 2003 e relative Delibere operative (Autorizzazione all’apertura ed al funzionamento delle strutture a ciclo residenziale e semiresidenziale che prestano servizi socio-assistenziali. Requisiti strutturali e organizzativi integrativi rispetto ai requisiti previsti dall’articolo 11 della L.R. n. 41/2003).